Il percorso che ci condurrà a Miglionico è ad un importante giro di boa: manca poco più di un mese! Dopo che il team di Generazione Lucana ha incontrato tantissimi giovani lucani nei loro paesi, ci sembra sia arrivato il momento di parlare dei temi che discuteremo durante il raduno.

Una regione variegata

Parlando con i giovani e confrontandoci con loro, sono emersi tanti spunti, proposte interessanti, come pure disparate criticità. Discutendo con chi i territori li vive quotidianamente, ci siamo accorti che la nostra Regione è estremamente variegata; oltre che a livello paesaggistico (coste, monti, boschi, calanchi), anche da un punto di vista economico e socio-culturale. Evidentemente, da sola, la pianificazione stabilita dall’alto – tanto a livello regionale quanto a livello nazionale – non può riuscire sempre a far fronte a tanta eterogeneità. È unicamente a questo che pensiamo quando adoperiamo  l’espressione “partecipazione attiva della cittadinanza” o anche “processi partecipati dal basso”. Siamo dell’avviso che occorra stimolare oggi più che mai la cooperazione tra giovani e amministratori, uscendo finalmente fuori dalla logica di contrapposizione.

Non si tratta di far altro che mettere in pratica l’ultimo comma dell’articolo 118 della nostra Costituzione. Sebbene di introduzione recente, esso ha sancito un principio importantissimo e, sotto diversi aspetti, innovativo, cioè il principio di sussidiarietà orizzontale– a cui in questi anni si sono richiamate diverse esperienze di cura dei beni pubblici, ma anche recupero di piccoli borghi o vecchie aree industriali dismesse, conclusesi in maniera estremamente positiva e soddisfacente.

Se davvero vogliamo fare in modo che, sul lungo periodo, la Basilicata possa essere davvero una terra per giovani (ma, più in generale, una terra da cui partire e a cui volere/potere fare ritorno), crediamo occorra anzitutto coltivare un progetto di lungo respiro e stimolare il ruolo attivo delle comunità, in modo tale che possano sentirsi protagoniste del processo di innovazione sociale nei loro territori.

Promuovere la partecipazione attiva dei giovani

Nel mondo anglosassone, esiste da tempo il concetto di active citizens. In italiano la traduzione equivalente è “cittadinanza attiva”, concetto molto antico, denso di storia e variamente declinato dalla riflessione politica occidentale. Già greci e latini si erano interrogati circa il miglior modo possibile di condurre e governare la polis ed acutamente ne colsero tutte le problematicità. Non per questo però relegarono in second’ordine i punti di forza, anzi, all’esatto opposto, è su questi ultimi che rifletterono per uscire fuori dal vicolo cieco.

Emblematico è il contributo fornito da Aristotele nella Politica, che poneva a base della città la collaborazione tra i suoi membri al fine di realizzare armonia interna e bene comune. Certo, se paragonata agli scenari attuali, la riflessione del filosofo appare irrimediabilmente superata o forse impraticabile! Sta di fatto, comunque, che ancora nessuno ha saputo indicare un’alternativa apprezzabile al di fuori del recupero delle istanze del pensiero dei classici. Probabilmente perché non solo essi sono parte fondante delle nostre radici culturali e della nostra identità, ma anche perché sono stati i primi a capire l’ineludibilità della dimensione comunitaria per la vita dell’uomo. La famosa espressione aristotelica “l’uomo è un animale politico” è valida sempre, a prescindere dalle latitudini e dalle epoche storiche.

Sull’onda lunga del fermento e dell’insolita popolarità che la Regione sta conoscendo grazie a Matera 2019, intende avvicinare soprattutto i giovani ai processi di amministrazione condivisa dei beni pubblici. Il fine ultimo dei tavoli pensati per il Raduno di Miglionico è appunto quello di generare coinvolgimento, mostrando che l’entusiasmo può essere convogliato, con impatti positivi e ricadute addirittura sorprendenti.

Di cosa si parla quando si parla di sussidiarietà orizzontale, di cittadinanza attiva, di governance partecipata? E in che modo tali processi possono incidere sulla qualità della vita di tutti i giorni, cambiando volto alle piccole comunità dei nostri paesini, impostando un nuovo rapporto col territorio e con gli enti locali? Certo, mica abbiamo già tutte le risposte pronte, però crediamo che  più i rapporti di comunità si rinsaldano, più un territorio diventa inclusivo, reattivo, resiliente. D’altronde cos’altro può vuol dire sinergia tra il basso e l’alto?

Prendersi cura delle città e del proprio territorio

Quanto avviene dentro la città è sempre di nostro interesse, poiché ci riguarda direttamente. Grande o piccolo che sia, il comune in cui abitiamo è il primo luogo in cui sperimentare la libertà individuale, rafforzare la democrazia ed aspirare alla realizzazione personale. È questa la lezione essenziale che i pensatori antichi ci hanno lasciato in eredità: la città non può essere intesa solamente come il luogo in cui ciascuno deve spendere necessariamente la propria esistenza, ma quel luogo in cui si deve poter vivere bene, per sé e per gli altri, con sé e con gli altri.

Se la grandezza dei classici risiede nella loro universalità, nel fatto cioè che sono senza tempo e hanno sempre qualcosa da dire a quanti sono venuti dopo, ci pare molto appropriata questa citazione di Aristotele per concludere la prima tappa del viaggio di avvicinamento al Raduno di Miglionico:

“Chi è incapace di vivere in società, o non ne ha bisogno perché è sufficiente a se stesso, deve essere o una bestia o un dio.”