Dal 2019 al 2033 Matera e la Basilicata avranno il titolo di Capitale europea della cultura in Italia.

La capitale europea della cultura è una città designata dall’Unione Europea per promuovere la cultura e contribuire a creare impatti socio-economici sui territori coinvolti. Dal 1985 gli stati membri selezionavano unitariamente le “Città Europee della Cultura” e la prima fu Atene, perché l’allora Ministro Melina Mercouri istituì l’iniziativa assieme al governo della Grecia.

Dal 1999 si scelse di dar voce a realtà territoriali minori e di ribattezzare il titolo in “capitale Europea della cultura”; dal 2005 si sarebbero scelte 2 città (non più una) con una procedura di selezione differente. L’Italia ha partecipato già tre volte a questa manifestazione: nel 1986 Firenze fu la seconda città europea della cultura dopo Atene; nel 2000 toccò a Bologna, ma in quell’anno furono molte di più le città coinvolte (Reykjavík, Bergen, Helsinki, Bruxelles, Praga, Cracovia, Santiago di Compostela, Avignone) e infine nel 2004 con Genova.

L’iniziativa europea è cresciuta molto e ha avuto sempre maggiori impatti sui territori; per questo dal 2007 la Commissione Europea ha deciso di scegliere ogni anno ben due capitali della cultura, coinvolgendo 2 nazioni all’anno. Il 2019 sarà il turno dell’Italia e della Bulgaria: infatti oltre a Matera anche Plovdiv sarà capitale. Se vuoi scoprire le motivazioni per cui è stata scelta Matera clicca qui. I criteri di selezione sono molto articolati e il percorso che abbiamo affrontato è durato circa 6 anni, dal 2008 (quando fu fondata la prima “Associazione Matera2019” fino all’ottobre 2014 quando fu designata Matera e la Basilicata (scopri qui il percorso).

Il prossimo anno in cui l’Italia dovrà scegliere una nuova capitale, sarà il 2033, quindi il titolo di Capitale Europea per Matera e la Basilicata ha teoricamente valore fino a quella data; dipenderà dal nostro territorio saper sfruttare questo titolo anche nei prossimi anni.

L’anno da Capitale Europea prevede la creazione di un programma culturale ricco di eventi, con l’obiettivo di valorizzare le tradizioni culturali del territorio e della nazione ospitante, ma anche di favorire lo scambio di nuove produzioni artistiche in Europa. Tutto questo è descritto nel dossier di candidatura, che racconta ciò che la città e il territorio vogliono fare per prepararsi al 2019 e per continuare a investire in sviluppo e cultura anche oltre l’anno da capitale.

Non è facile misurare gli impatti che hanno avuto le altre capitali europee della cultura, certo è che non tutte le città hanno saputo sfruttare al meglio questo appuntamento, ma è proprio per questo motivo che si è deciso di investire sul programma in maniera lungimirante, così che gli investimenti in cultura e in politiche culturali possano avere un periodo di tempo più lungo per crescere e diventare sempre più efficaci.

Cosa farà la Basilicata nei prossimi 10 anni per dare continuità agli investimenti in cultura previsti per il 2019?

Esiste una visione e un progetto condiviso per come immaginiamo la nostre regione nei prossimi anni?La Basilicata può o potrà essere una regione per giovani?

Proveremo a rispondere a queste domande al raduno, iscriviti!